” “Per il segretario della Fism, che riunisce il 60% delle scuole paritarie del Paese, per un totale di 500 mila bambini e 40 mila tra insegnanti e personale non docente, "la riduzione dei fondi, già inadeguati, previsti per le scuole materne ed elementari provocherebbe un inevitabile aumento delle rette per i genitori facendo venire meno lo spirito delle nostre scuole, per tradizione ‘popolari’ cioè alla portata di tutti". "Noi non abbiamo finalità di lucro chiarisce Morgano e ci chiediamo che cosa succederebbe in tanti piccoli Comuni dove siamo presenti se dovessimo essere costretti a interrompere il nostro servizio". Attraverso le parole del suo segretario, la Fism esprime preoccupazione anche perché "nel piano triennale del bilancio dello Stato, che poi è parte integrante della Finanziaria, ed è un po’ questa la novità di quest’anno, i 401 milioni residui dopo il taglio dei 133 scenderebbero ulteriormente a 317 nel 2011, con un ulteriore taglio di 84 milioni". Di qui, "oltre alla richiesta immediata di recupero dei 133 milioni attraverso una correzione nel ddl della Finanziaria" anche l’auspicio di "una modifica nel piano triennale del bilancio dello Stato". Per Morgano verrebbe altrimenti meno la parità scolastica "garantita da una legge dello Stato, perché la parità giuridica deve essere riconosciuta nei fatti dalla parità economica".