VATICANO: FORMAZIONE DEL CLERO E AUSILIO DELLE SCIENZE PSICOLOGICHE (2)

“Se un candidato al sacerdozio manifesta tendenze omosessuali profonde, pur vivendo una castità perfetta e quindi non facendo peccati sessuali, non può ugualmente essere ammesso al sacerdozio. Questo in quanto la natura profonda della vocazione presbiterale contiene un senso della paternità umana e spirituale che un omosessuale non possiede”: lo ha detto stamane in conferenza stampa il card. Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, commentando alcuni passaggi del documento sull’utilizzo delle scienze psicologiche con i candidati al sacerdozio. Lo psicologo e consultore della Congregazione, don Carlo Bresciani ha poi aggiunto che “non è solo questione di assenza di relazione genitali per un tale candidato al sacerdozio con marcate tendenze omosessuali. Il problema è come l’omosessualità è vissuta interiormente”. Don Bresciani ha sottolineato che il documento fa riferimento a questo problema dell’omosessualità al n. 10 insieme ad altre ‘gravi immaturità’ (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidezza di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta ecc., ndr).