"Sono diverse le sfide da affrontare per introdurre una commemorazione ecumenica dei testimoni della fede". È quanto affermato da Tamara Grzdelidze, della Commissione "fede e costituzione" del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), durante il simposio internazionale "Una nube di testimoni: opportunità per una commemorazione ecumenica" in corso presso il monastero di Bose (fino al 2 novembre). Una di queste "riguarda la differenza tra le tradizioni nel ruolo attribuito ai testimoni. In alcune di esse i santi o i testimoni sono invocati nella preghiera; altre hanno sviluppato altri modi di ricordarli". L’altra sfida è "evitare di creare una lista alternativa e fissa di testimoni. È importante tenere in mente che i bordi della nube sono sempre in movimento". Ogni Chiesa, secondo Grzdelidze, "può decidere di commemorare i testimoni in varie occasioni ecumeniche ma è importante che le comunità locali diano sostanza a tali commemorazioni"."L’inizio di un processo che conduca a ricordare insieme la nube di testimoni ha proseguito Grzdelidze è uno dei passi che possiamo intravedere per l’unità delle Chiese". Infatti "la commemorazione ecumenica diventa una comune testimonianza cristiana al mondo con il riconoscere i credenti in ogni Chiesa" e "un passo verso la riconciliazione nei casi in cui la storia abbia trasformato gli eroi di una Chiesa nei nemici dell’altra".