CRISI FINANZIARIA: ZAMAGNI (ECONOMISTA), "CAMBIARE IL MODELLO DELL’ECONOMIA DI MERCATO" (2)” “” ” ” “

” “Così si è giunti alla situazione attuale, anche se "c’è da registrare – sottolinea Zamagni – l’irresponsabilità collettiva di tanti che, in maniera quasi incredibile, fino a un mese e mezzo fa hanno sottovalutato un fenomeno nato in realtà a giugno di un anno fa". Ma quali sono le conseguenze della crisi per il cittadino comune? "Da una parte – riprende l’economista – una crisi occupazionale: Unicredit, ad esempio, ha annunciato che sulla piazza di Milano licenzierà 700 persone, inoltre le banche restringeranno il credito alle imprese, chiedendo maggiori garanzie, e una minore liquidità porterà meno occupazione. In questo contesto, è proprio per evitare seri danni all’occupazione che le banche centrali oggi hanno ridotto i tassi". D’altra parte "anche per i singoli sarà più difficile accedere al credito e ottenere mutui". Ci aspetta uno stile di vita più sobrio, anche se "non si arriverà, come nel ’29, alla fame, e fra un paio d’anni la crisi sarà alle spalle". Niente allarmismi, dunque, ma neppure superficialità. "Se vogliamo evitare che fra un decennio si ripresenti la medesima situazione di oggi, bisogna capire che quella capitalistica è solo una particolare forma di economia di mercato, mossa da egoismo e avidità, ed è ora di cambiarla per far spazio all’economia di mercato civile, che ha alla base il bene comune".