"La leggenda nera di un Papa insensibile di fronte alla Shoah o addirittura filonazista" è una "costruzione inconsistente dal punto di vista storico prima ancora che denigratoria". A 50 anni dalla morte di Pio XII (9 ottobre 1958) l’Osservatore Romano di oggi dedica ampio spazio alla figura di papa Pacelli e lo fa con un editoriale del suo direttore, Gian Maria Vian, con una intervista al direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli e con una ricostruzione dello storico Andrea Riccardi. Secondo Vian anche "la diversità innegabile con il suo successore non autorizza nemmeno dal punto di vista storico la contrapposizione con Giovanni XXIII che venne costruita artificiosamente e che pesa tuttora sulla Chiesa, minandone la continuità". Anche Mieli demolisce la "leggenda nera" che accompagna papa Pacelli e afferma che "per vent’anni i giudizi su Pio XII sono stati unanimemente condivisi e la comunità ebraica gli ha mostrato stima e riconoscenza. Nell’offensiva contro di lui i conti non tornano. E chiunque si accinge a studiarlo con onestà intellettuale deve partire proprio da questo". Per Riccardi i "suoi anni restano essenziali per capire il cattolicesimo novecentesco, senza lasciarsi imprigionare da una logica giustizialista o, al contrario, difensiva mentre si auspica il confronto con una più ampia documentazione fuori dalla ‘leggenda nera’ o da ricordi aulici".” “