Analizzando le cause della crisi, Quadro Curzio osserva come negli Stati Uniti ci si sia spinti "oltre il libero mercato governato da regole, debordando in forme di liberismo libertario"; in Europa, invece, "vi è tuttora un buon equilibrio tra istituzioni, società e mercato, un equilibrio che negli anni passati non è stato alterato in modo irreversibile, quantunque non siano mancate spinte verso un mercato basato sul puro scambio", che non considera come dietro la legge della domanda e dell’offerta vi sia "una realtà fatta di attività manifatturiere, industriali, servizi, innovazione e lavoro". L’economista lamenta la mancata adozione di "una soluzione europea" e l’abbandono della proposta di un Fondo europeo avanzata nei giorni scorsi dal ministro delle Finanze italiano, Giulio Tremonti. L’Europa, tuttavia, dovrà avere un ruolo "nel rilancio dell’economia", attraverso "un aumento della domanda pubblica per investimenti". "Come propose Jacques Delors conclude , si potrebbero emettere titoli di debito pubblico europei per finanziare grandi infrastrutture europee, che costituirebbero un formidabile moltiplicatore per tutta l’economia".