CONSULTORI: MONS. GRANDIS (CFC), "NON SI PUÒ ESSERE NEUTRALI QUANDO È IN GIOCO LA PERSONA" (2)

"L’identità sessuale del maschile e del femminile – ha riflettuto mons. Grandis – non sono riconducibili solo a dati meramente biologici e in quanto tali manipolabili, ma a dati simbolici che rivelano una verità ontologica che li trascende. In essi vi è scritto il progetto di Dio che l’intelligenza è in grado di conoscere e interpretare e a partire dai quali l’uomo è chiamato a elaborare il proprio progetto di vita come un compito affidatogli dal Creatore: diventare ciò che è". Perciò, oggi l’antropologia cristiana "sta attraversando una stagione di grandi sfide" che si può riassumere, principalmente, nella "sfida dell’umanesimo", i cui punti nodali sono la "sfida dell’origine (creazionismo o evoluzionismo?), la sfida dell’identità (sesso o genere?), la sfida dell’intangibilità (persona o materia biologica?)". Per mons. Grandis, "il risultato più prezioso che la ricerca antropologica della nostra cultura ha prodotto è il concetto di persona per indicare la dignità dell’uomo e lo scarto del suo essere nei confronti di tutti gli altri esseri. Oggi è proprio questo concetto, così faticosamente elaborato tra fede e ragione, a essere sotto tiro".” “