Il dovere della memoria deve, a giudizio di mons. Bruguès, continuare "a portare la ragione a riconoscere il male e a rifiutarlo, a suscitare in noi il coraggio del bene e della resistenza contro il male". Dato che con il passare del tempo scompaiono i testimoni diretti di quella tragedia, è necessario "uno sforzo maggiore per conservare la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni". Sono pertanto da incoraggiare iniziative come "La giornata della memoria e della prevenzione dei crimini contro l’umanità". "Un tale impegno ha chiarito mons. Bruguès – si colloca in un contesto più ampio che la Santa Sede segue con interesse. Mi riferisco ai progetti del Consiglio d’Europa promossi nell’ambito della Convenzione culturale europea, rilevando in particolare come essi esprimano lo sforzo comune di contribuire attraverso l’educazione alla costruzione di un’Europa più solidale e democratica, rispettosa delle diversità e consapevole della sua identità". "Al centro di ogni interesse educativo ha concluso – deve rimanere l’uomo e la sua dignità. L’insegnamento della memoria contribuirà così ad un obiettivo che è tra i più alti, quello cioè di rendere sempre più umano l’uomo. Un uomo che possa essere di più e non solo avere di più, che impari non solo a vivere con gli altri, ma per gli altri, con una personalità equilibrata e matura".