"La nostra presenza qui, come in ogni altra missione in altri Paesi spiegano -, è una presenza di preghiera e di condivisione di vita con gli ultimi, gli emarginati. La Fraternità di El-wak viveva un’accoglienza quotidiana di malati di tubercolosi, di epilessia, di mamme e bambini denutriti, casi di handicappati. Un’amicizia costruita nel tempo, con tanti legami di fiducia, ha costituito il sentiero percorso in tutti questi anni". Fino ad oggi, precisano, non avevamo "ricevuto minacce, né corso particolari pericoli, nonostante la zona sia carica di tensioni tra diverse etnie". L’ultimo contatto con Maria Teresa e Rinuccia è stato il 9 novembre, alle 17. Hanno telefonato ad un’altra "fraternità" che vive nello slum di Mathare Valley (Nairobi), dicendo che tutto era tranquillo e non c’era nulla da temere. Nella notte, invece, un numeroso gruppo di persone armate ha attaccato la "fraternità" con spari e lancio di bombe. Sono entrati e hanno rapito le sorelle, dileguandosi nella notte verso il territorio della Somalia. Il movimento di Cuneo sta mobilitando una rete molto ampia di amici per chiedere preghiere. Anche il Santo Padre ha già espresso un appello per la liberazione. "Vogliamo sperare, anche se la preoccupazione è forte concludono -. Dio è Padre sempre. A Lui affidiamo le nostre due sorelle perché non subiscano alcun male e possano tornare al più presto tra noi".