IRC: PERLA (UNIV. BARI), SCUOLA "DETERMINANTE" PER "PREVENIRE DISAGIO E DEVIANZA" (2)

Per i giovani di questi anni, ha proseguito l’esperta, "i fini della vita sembrano non riguardare più né il potere, né l’impegno sociale o religioso, né il progetto di una qualche forma di umanità da realizzare, bensì la ricerca del massimo di libertà spaziale e materiale da perseguire al di fuori di qualsiasi senso di responsabilità". Anzi, è sempre più la fuga ad essere scelta, una "fuga dissolvente l’appartenenza agli ordinamenti tradizionali del potere: famiglia, scuola, comunità. Fuga dal dovere e dalla responsabilità dei rapporti, che si fermano all’incontro e non giungono all’impegno". Di qui la necessità di "recuperare modelli di formazione" che consentano ai giovani di sperimentare "le dimensioni dell’affettività positiva, poiché è in queste che si radica ogni forma di altruismo, di responsabilità, di dedizione per l’altro, insomma, di valore". Nella scuola, secondo Perla ciò si traduce nella necessità di "recuperare senza equivoci il principio dell’autorità educativa," che a livello di prassi educative – ha concluso la relatrice – comporta "il riabilitare lo sforzo nello studio e la fatica dell’apprendere; il riconoscere e dare il giusto compenso ai meriti; il premiare ma anche il punire; il dare direzione e sbocco alle forze emotive armonizzando adeguatamente gli spazi del dialogo con quelli della distanza emotiva". ” ” ” “