BENEDETTO XVI: UDIENZA, "L’ATTESA E LA RESPONSABILITÀ DI AGIRE NEL MONDO"

"L’attesa della parusia non dispensa dall’impegno in questo mondo, ma al contrario crea, nei confronti del ritorno del Giudice, una responsabilità circa l’agire in questo mondo". A puntualizzarlo è stato il Papa, sottolineando che san Paolo riassume la dottrina della parusia – al centro dell’udienza di oggi – con "un messaggio semplice e profondo: alla fine saremo sempre con il Signore". Per il Papa, "è questo il messaggio essenziale: il nostro futuro è essere nel Signore. In quanto siamo già, come credenti, nel Signore, la vita eterna è già cominciata", anche se "non bisogna lasciarsi ingannare, come se il giorno del Signore fosse imminente: prima della venuta del Signore vi sarà l’apostasia, la presenza di un ‘uomo maligno’ che la tradizione poi chiamerà l’Anticristo". "L’attesa del ritorno del Signore implica la responsabilità per questo mondo", ha ripetuto il Papa, ricordando che "Paolo non ha paura della morte; al contrario, per lui indicherebbe il completo esser con Cristo. Ma Paolo partecipa anche dei sentimenti di Cristo, che non ha vissuto per sé ma per noi, per gli altri". In san Paolo, dunque, "vivere per gli altri diventa un programma di vita", che "crea una grande libertà interiore, dalla minaccia della morte e dagli impegni e dalle sofferenze della vita".