"Non possiamo ignorare la povertà perché essa che porta alla perdita di umanità". Così mons. Antonio Ledesma ha esortato le comunità ecclesiali di base (Ceb) a fare dello sviluppo la loro priorità. Al 2° Congresso delle Ceb, organizzato dall’apposito Comitato della Conferenza episcopale cattolica filippina che si concluderà venerdì 14, hanno aderito 315 rappresentanti, arrivati da ogni parte del paese. L’arcivescovo gesuita ha indicato al Congresso la responsabilità dei cristiani di comprendere quali azioni Dio vuole che essi intraprendano "per una vera liberazione" dalle varie forme di povertà. Il Congresso è stato convocato "per consentire lo scambio di esperienze e una comprensione comune dei temi dello sviluppo rurale, per produrre un’agenda comune di azione", come ha spiegato il sacerdote redentorista Amado Picardal, intervenuto alla prima sessione dei lavori. La Commissione per le Ceb è stata istituita nel 2004, in risposta all’esortazione del Secondo Concilio plenario delle Filippine del 1991 di edificare "una Chiesa dei poveri" attraverso le Ceb. Finora i suoi programmi hanno coinvolto 64.500 famiglie di 583 comunità in 100 parrocchie.