BAMBINI MALATI: GLASA (SLOVACCHIA) E NEIRA (OMS), COSA PUÒ FARE LA POLITICA

“Quasi 10 milioni di morti ‘prevedibili’ si verificano ogni anno tra l’infanzia nel mondo. È vero che sono stati fatti dei progressi a livello scientifico, sociale, assistenziale, tuttavia la riduzione della mortalità dei bambini non è sufficiente”: lo ha detto alla conferenza internazionale sui bambini malati in corso da stamane in Vaticano lo slovacco Jozef Glasa, che ha parlato di cambiamento delle politiche e delle legislazioni. “La politica è chiamata in causa su molti aspetti perché basterebbe poco per assumere decisioni che favoriscano le nascite, la salvaguardia dei neonati, una crescita armonica”, ha aggiunto. Secondo Maria Neira, spagnola, direttrice del dipartimento di protezione dello sviluppo umano all’Organizzazione Mondiale della Sanità di Ginevra, “il 25% della carica di malattie e morte a livello mondiale è legata a fattori ambientali. Quindi se si agisse efficacemente nei protocolli di tutela ambientale si potrebbe ridurre la mortalità del 25%”, ha sottolineato. Ha portato l’esempio “del Senegal dove è avvenuto che numerose mamme facevano la raccolta e cernita di batterie usate per recuperare materiale riutilizzabile. I loro bambini hanno così contratto importanti malattie legate al recupero del piombo dalle stesse batterie. Una volta scoperta la causa, si trattava di emanare direttive per evitare questo fattore di rischio, legato alla povertà e alla necessità di lavorare da parte di quelle madri”.