"Più lavoro in questo ambito, più mi rendo conto di quanto sia iniqua la 194; al tempo stesso avverto che possiamo trasmettere la cultura della vita, con tutta la sua bellezza, anche a chi sembra esserne lontanissimo". A dirlo al SIR è Angela Fabbri, responsabile del Centro di aiuto alla Vita (Cav) e della Casa di accoglienza di Forlì, relatrice al XXVIII convegno nazionale dei Cav che si apre domani a Montecatini (fino al 16 novembre) su "Il big bang della vita: bellezza, ragione, diritto". Fabbri, che interverrà alla tavola rotonda di apertura sul ruolo dei Consultori familiari, illustra in un’intervista gli obiettivi del cosiddetto "Protocollo di Forlì" che, "diventato operativo presso i consultori pubblici dell’Emilia Romagna il 12 febbraio 2007", in poco più di un anno ha aiutato a ridurre "il ricorso all’Ivg del 9%". Per Fabbri si tratta di "un dato incoraggiante. Il protocollo è un riconoscimento pubblico del valore di ciò che facciamo per prevenire l’Ivg: le linee guida regionali uscite alla fine di ottobre lo recepiscono in buona misura. Occorrerebbe indicarne contenuti e prassi anche a livello nazionale". Sono 303 i Cav attivi su tutto il territorio nazionale e 90 le case di accoglienza. Nel 2007, grazie ad essi sono nati 6.966 bambini e sono state assistite 24.479 donne. Quasi 100 mila i bambini aiutati a nascere dal 1975, anno di istituzione del primo centro a Firenze.