L’OSSERVATORE ROMANO: MONS. FISICHELLA, "APERTI ALLA RAGIONE SENZA FONDAMENTALISMI"

"Le tematiche di natura etica rimarranno in primo piano per ancora molto tempo". Ne è convinto mons. Rino Fisichella, che sull’Osservatore Romano ammonisce: "Pensare che si possano ridurre a un dibattito televisivo di pochi minuti o a un lancio di agenzia non può rendere ragione della profondità che questi temi richiedono". Secondo Fisichella "alla base è necessaria la competenza su quanto si discute, superando spinte emotive suscitateda singoli casi. L’importanza della posta in gioco non può sfuggire a nessuno: né allo scienziato che vuole procedere alla sperimentazione, né al legislatore che con le sue leggi crea di fatto una cultura. Pensare che su tali questioni la competenza sia esclusiva degli uomini di scienza porta con sé un vizio di fondo che è difficile negare". "Non esiste una posizione neutrale della scienza", fa notare Fisichella, secondo il quale "una scienza che volesse sperimentare sulla vita umana senza sentire il bisogno di un richiamo etico si porrebbe da se stessa fuori gioco, perché presterebbe il fianco al sospetto di essere al servizio del potente di turno e non del bene di tutta l’umanità. Quando oggetto di sperimentazione è l’uomo, allora gli stessi scienziati devono convincersi che è necessario l’apporto di quanti avanzano una competenza antropologica. Questa esigenza non può essere rifiutata, e tanto meno schernita o emarginata". (segue)” “