La lettera del cardinale prosegue con un ringraziamento alle suore Misericordine per aver offerto ad Eluana "con gioia e umiltà non solo tutto ciò di cui il suo corpo ha necessità fisiologica, ma ancor più il calore di una presenza quotidiana, affettuosa e discreta, nel rispetto dei sentimenti dei genitori e anche delle loro intenzioni da voi non condivise". Tettamanzi, inoltre, addita le religiose come "esempio di dedizione e di amore" che "resta – al di là delle facili e continue dichiarazioni di principio – un segno preciso e chiaro nel nostro contesto sociale e culturale, così spesso confuso e condizionato da orientamenti non rispettosi, anzi ostili, alla vita umana". In conclusione, l’augurio che l’impegno delle Misericordine "sia sostenuto e consolato da una speranza certa: il Signore da sempre abbraccia e immerge nella sua luce di verità e di salvezza la vita di Eluana e delle tante persone che si trovano in condizioni simili. Una luce che le tenebre dell’ingiustizia e della presunzione umana non possono oscurare né sopraffare Una luce che continua a splendere e ad offrirsi a tutti, anche a coloro che ancora non la accolgono".