COSTITUZIONE ED EUROPA: DALLA TORRE (LUMSA), "LA FORZA DELLA RAGIONE" A BASE DELLA LAICITÀ

Sostituire "la forza della ragione" alla "forza delle posizioni delle singole parti che si confrontano". È la ricetta per un corretto approccio al tema della laicità secondo Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa, intervenuto oggi al convegno su "La Costituzione repubblicana. Fondamenti, principi e valori, tra attualità e prospettive", organizzato dell’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma. "Oggi – ha affermato – il problema della laicità dello Stato, delle istituzioni pubbliche, del diritto, sembra porsi nei confronti del pluralismo etico piuttosto che del pluralismo religioso". In campo biomedico, ad esempio, "si reclama una laicità dello Stato in materia, senza preferenze per posizioni etiche di un tipo o di un altro". "Dunque, la laicità non starebbe più nel non favorire questa o quella religione, ma nel non favorire questa o quella tra le varie posizioni etiche sussistenti nel corpo sociale". Un obiettivo che però risulta "impossibile". Si pensi alle leggi, laddove "un diritto meramente neutrale non esiste e non può esistere". E, ha concluso il docente, anche un diritto che "rinuncia a regolare i fenomeni sociali fermandosi a disciplinare le procedure, nell’ingenua convinzione che in questo modo possa tenersi al di fuori delle varie opzioni etiche, non è neutrale, quindi non è laico".