Eluana Englaro "viene condannata a morire di fame e di sete perché vive in uno stato vegetativo da molti anni. Speriamo che all’ultimo momento ci sa un ripensamento e che l’ideologia non oscuri del tutto le coscienze". Lo ha detto ieri, il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, nella messa che ha concluso il XXVIII convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita (Cav), che si è tenuto a Montecatini Terme dal 14 al 16 novembre. "Eluana ha proseguito il porporato – è in stato vegetativo ma non è un vegetale, è una persona dormiente. La persona anche quando è addormentata o disabile conserva tutta la sua dignità. La persona vale per se stessa e non per quello che produce e consuma o per il piacere e le soddisfazioni che procura agli altri". Questo, secondo il cardinale, "siamo chiamati a testimoniare anche con sacrificio. Occorre un impegno intelligente, generoso e perseverante a favore della vita: impegno culturale, giuridico e politico ma anche impegno concreto di testimonianza personale e di servizio alla vita specie per quando è più debole".