CASO ENGLARO: FAMIGLIA CRISTIANA, SERVE "UNA LEGGE GIUSTA"

"Fare una legge giusta sul fine vita", che riconosca "la volontà esplicita e chiara del paziente; il ruolo del medico in alleanza con il paziente (e i familiari); il diritto-dovere dell’assistenza sanitaria di ogni persona contro ogni forma di abbandono terapeutico". E’ quanto chiede il teologo e moralista Luigi Lorenzetti, che sul numero di "Famiglia Cristiana" in edicola questa settimana interviene sul caso Englaro. "Il padre con lucidità e sofferenza ha condotto in questi anni una battaglia legale nella più ferma convinzione di interpretare la volontà della figlia", si legge sul settimanale dei Paolini, ma "la triste storia di Eluana lascia aperti tutti i problemi e li pone alla coscienza di credenti e non credenti, medici, giuristi e al legislatore con l’urgenza di una legge giusta sul fine vita". Per Famiglia Cristiana, "la sentenza della Cassazione è preoccupante per un duplice motivo: induce a ritenere che quanto è giuridicamente permesso lo sia anche moralmente; inoltre, abbassa la coscienza collettiva in difesa di quanto si trovano in quella ‘povertà di vita’". "Quando non è più possibile guarire, è sempre possibile e doveroso prendersi cura del malato e accompagnarlo fino ala sua ultima ora", ma soprattutto – ammonisce il settimanale – "resta aperto il problema di una cultura che esalta la vita, ma subito l’abbassa quando si presenta precaria fisicamente o psicologicamente".