"Sperimentare un cristianesimo possibile, maggiormente radicato nell’ascolto della parola di Dio e nella partecipazione liturgica, più efficacemente capace di testimonianza e di fermento evangelico nella società". E’ uno dei sentieri che è possibile percorrere attualizzando la figura di Antonio Rosmini (1797-1855). Ne sono convinti i promotori del Convegno "Una profezia per la Chiesa. Antonio Rosmini verso il Concilio Vaticano II", che si svolterà a Panzano in Chianti (Firenze), il 21 e 22 novembre, per iniziativa del Servizio nazionale per il Progetto Culturale della Cei e della Comunità di San Leolino, ad un anno dalla beatificazione. "C’è una relazione di profonda convergenza si legge nella presentazione dell’iniziativa tra l’urgenza, incarnata dal Progetto Culturale della Chiesa italiana, di confrontarsi con le forme culturali del nostro tempo e di ricercare nuove e più plausibili modalità di radicamento nel cristianesimo e l’appello spirituale percepito da molte figure tra XIX e XX secolo". Di qui l’iniziativa dei seminari, che prendono il via con la figura del beato Rosmini, definita "emblematica per la sua esemplarità". In particolare, il convegno intende "tornare a leggere la profezia che la sua avventura umana e spirituale ha rappresentato, e ancora rappresenta, per la Chiesa", a partire dal Concilio e nella prospettiva dell’incontro tra fede e ragione auspicato da Benedetto XVI. ” ” ” “