IMMIGRAZIONE: CALABRIA, NO AD UNA "GUERRA TRA POVERI"

"Impedire l’insorgere di una guerra tra poveri in nome della sicurezza, della diversità mal sopportata e del fastidio provocato da chi, per esigenze di sopravvivenza, cerca condizioni di vita migliori a salvaguardia della comune condizione umana". E’ quanto affermano in un appello congiunto la Caritas diocesana e l’Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Calabria-Bova, pubblicato sul settimanale "L’Avvenire di Calabria". Davanti alla "crisi di stabilità sociale e di sviluppo economico del Paese – scrivono i due uffici diocesani – la tentazione emergente è quella dell’esclusione, individuando, talvolta, negli immigrati la causa dell’insicurezza sociale, della competizione selvaggia sui servizi alla persona, della caccia allo straniero rapitore di risorse già povere e per di più violento e delinquente". Secondo Caritas e Migrantes, l’annuncio di una legislazione più "restrittiva" e "sanzionatoria anche penalmente" diventa "lesivo dell’inviolabilità e sacralità della persona quando il crimine è collegato non al delitto comune compiuto ma alla condizione sociale dell’immigrato, anche se clandestino". Un "assurdo giuridico, oltre che morale", questo, contro cui "la coscienza dei credenti deve ribellarsi e suggerire atteggiamenti istituzionali e sociali di rispetto, di accoglienza e di integrazione, pur nel rispetto delle leggi e della sicurezza". ” ” ” “