L’immigrazione irregolare in un mondo globalizzato acquisterà sempre più caratteristiche "strutturali", a causa di un "circolo perverso" che "libera la circolazione dei capitali" ma "controlla e blocca la forza lavoro". In questo contesto di "chiusura delle frontiere europee" si inserisce però "l’anomalia italiana" caratterizzata da una "deriva di tipo razzista". E’ l’analisi fatta da Giovanna Campani, docente di pedagogia interculturale all’Università di Firenze e curatrice del volume "Migranti nel mondo globale", presentato oggi pomeriggio a Roma in un incontro promosso dal Cser, il Centro studi emigrazione Roma degli scalabriniani. Il volume, che dedica all’Italia una sezione, cerca di capire se "l’aumento dell’immigrazione irregolare è solo un lato oscuro della globalizzazione che si può cambiare – ha spiegato Campani – o se è invece un dato strutturale". Gli autori dei vari interventi propendono per la seconda ipotesi, analizzando situazioni in diversi Paesi europei. Un caso emblematico avvenuto in Gran Bretagna, ad esempio, "dove nel ’99 sono stati arrestati su una piattaforma petrolifera migranti irregolari, che lavoravano lì sottopagati e senza tutele: erano stati reclutati da una agenzia legalmente riconosciuta. Questa procurava lavoro legale agli inglesi e lavoro in nero agli immigrati". (segue)