(Simona Mengascini, inviata SIR a Cipro) – "Abbiamo tante cose in comune ed è sorprendente il cammino che abbiamo fatto insieme": non ha dubbio il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, presente oggi al Meeting di Cipro, a proposito dei progressi fatti in campo ecumenico tra le chiese cristiane. Una convinzione la sua maturata grazie anche un documento sulla ricezione del Dichiarazione congiunta sulla Giustificazione del 1999 che sarà presentato a dicembre. Kasper ha spiegato che attraverso il movimento ecumenico si "è lavorato per la pace" e che soprattutto in Europa, che ha sperimentato prima la divisione con gli ortodossi e poi la Riforma protestante, "non si può raggiungere una piena unità senza ecumenismo". "Siamo chiamati all’unità cristiana perché questo darà credibilità al nostro messaggio ha aggiunto ma la riconciliazione ha anche valore politico perché dimostra che è possibile superare le ferite e le difficoltà della storia". Il cardinale ha sottolineato che l’ecumenismo non è solo "produzione di documenti" ma un processo che coinvolge la "vita" attraverso "l’amicizia", "l’amore reciproco" e la "costruzione di relazioni".