IMMIGRATI: MEDICINA DELLE MIGRAZIONI, SI RISCHIA LA "CLANDESTINITÀ SANITARIA" (2)

In particolare, denunciano l’Osservatorio e la Società di medicina delle migrazioni, il primo emendamento "introduce un rischio di discrezionalità che amplificherebbe la difficoltà di accesso ai servizi sanitari, facendo della «barriera economica» e dell’eventuale segnalazione un possibile strumento di esclusione", mentre il secondo chiede l’abrogazione di quel comma che sancisce il principio secondo il quale "l’accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere che territoriali) da parte dello straniero non in regola con le norme di soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano". Cancellare tale norma, secondo le due organizzazioni sanitarie, "metterebbe in serio pericolo l’accesso alle cure mediche degli immigrati irregolari, violando il principio universale del diritto alla salute". "L’attuazione di questa eventuale modifica normativa – precisano – creerebbe inoltre una «clandestinità sanitaria» pericolosa per l’individuo e per la collettività. Ma soprattutto pretenderebbe di costringere il medico ad andare contro le norme morali che regolano la sua professione, contenute nel codice deontologico".