Dal Rapporto Isfol 2008, presentato questa mattina a Roma, emerge inoltre che "per la prima volta in Italia, i lavoratori diplomati raggiungono il 60% della forza lavoro complessiva e aumentano anche i lavoratori in possesso di un titolo universitario (15,7%). Rimane peraltro negativo il dato sull’abbandono scolastico e formativo dei giovani tra i 18 e i 24 anni, pari al doppio rispetto al 10% fissato a Lisbona. Secondo le stime dell’Isfol sono infatti 150-155 mila i teen-agers italiani "dispersi", cioè non inseriti in alcun percorso formativo. Sale invece il numero delle matricole universitarie (+5,6%) e le facoltà più scelte sono quelle del gruppo scientifico, mentre appaiono in netto calo gli aspiranti avvocati e giuristi (-15%). Massimo storico in termini di allievi per la formazione professionale regionale, anche se nel Nord Italia si realizza il doppio dei corsi che nel resto del Paese. Stenta invece a decollare l’istituto dell’apprendistato. "Due, per l’Isfol, "i tasti dolenti" sui quali "le politiche dovranno concentrarsi": "i bassi livelli di qualificazione delle generazioni ultracinquantenni" e "gli ancora troppo alti livelli di dispersione scolastica".