“Non ho posto nessuna condizione, pongo solo la dottrina cattolica riguardo all’indisponibilità della vita”. Così il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha risposto ai giornalisti a proposito di un’eventuale legge sul “fine vita”, che “sarà opera di chi ha la responsabilità di farla”, ha precisato a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università europea di Roma. Interpellato dai giornalisti in merito ad alcune dichiarazioni di alcune suore di Genova, che sono state interpretate dai media come una sorta di “apertura” al testamento biologico, Bagnasco ha puntualizzato: “Bisogna capire cosa hanno inteso veramente. Non credo assolutamente che sia nella linea del testamento biologico, come si è trattato tempo addietro. E’ una linea magari diversa, su cui forse sta lavorando chi di dovere”. Quanto all’obiezione che alimentazione e idratazione siano “terapie”, Bagnasco ha risposto: “Non mi pare che la comunità scientifica internazionale abbia una linea assolutamente certa e univoca a riguardo di questa, come di altre questioni. Per la dottrina cattolica, c’è un consenso univoco. Tutti noi mangiamo, senza prendere medicine: si tratta di funzioni non curative, ma vitali”.