” ” "A chi è convinto dell’accelerato e fatale declino dello Stato e del sistema degli Stati, quali nel loro ordine storicamente specifico e nella loro capacità ordinante creatura e prodotto della cultura dell’Europa moderna, anche la sorte dell’università appare inesorabilmente segnata". Lo ha detto il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, che sull’Osservatore Romano sintetizza in questi termini il suo intervento. "Ma è davvero così?", ha proseguito Ornaghi: "O non piuttosto l’università, che ha contribuito a far nascere, prosperare, succedere le une alle altre pressoché tutte le forme di stabile organizzazione economica, sociale e politica, in cui ancora viviamo, nuovamente si trova di fronte alla funzione e alla responsabilità di diradare le nebbie che avvolgono i grandi cambiamenti in corso, di elaborare idee e progetti con cui orientare tali trasformazioni, di creare autenticamente, mediante la ricerca e la formazione dei giovani, ‘cultura’?". Per il rettore, "è la funzione culturale dell’università ciò di cui oggi abbiamo soprattutto necessità", di una ‘visione umanistica’ quale componente indispensabile affinché ogni passo in avanti della conoscenza scientifica sia autenticamente un suo progresso".