ERITREA: PAOLI (MISSIONARIO ESPULSO), "È LA POLICY DEL GOVERNO". SOLIDARIETÀ DEI VESCOVI (2)

"Solidarietà" ai missionari espulsi è stata espressa dai vescovi cattolici della Regione. "Esprimiamo il nostro più profondo disappunto e angoscia per questa inaspettata e spiacevole mossa che vi costringe a lasciare la nostra nazione", scrivono i vescovi in una lettera che porta la data del 13 novembre e di cui il settimanale della diocesi Trento, nel numero in uscita domenica, pubblica ampi stralci. Per i vescovi, l’espulsione "è un altro tentativo di indebolire la Chiesa cattolica. Noi vogliamo assicurarvi che non abbiamo accettato la decisione sommessamente ma il nostro desiderio di farla cambiare è stato inutile". "È la policy del governo…", commenta p. Paoli. "Questa è una chiara trasgressione delle leggi internazionali – continuano i vescovi – e un insulto alla nostra nobile e dignitosa cultura". In Eritrea, si legge ancora nella lettera, "ci sarà sempre bisogno della presenza di missionari esteri e questi ricevono tanto dalla ricchezza della loro esperienza fra noi". I missionari espulsi, commenta Ivan Maffeis, dopo aver parlato con padre Paoli, "non ne dubitano, mentre rievocano i bambini, i ragazzi del doposcuola, le centinaia di giovani avviati al lavoro, le attività ludiche ed educative". Per quanto difficile, concludono i vescovi, "vi chiediamo di non lasciare la nostra nazione con amarezza e risentimento: voi siete parte di noi".