Per combattere il fenomeno della prostituzione e della tratta "non bastano interventi repressivi; bisogna aumentare l’offerta dei servizi". Lo ha detto il vicepresidente del Gruppo Abele Leopoldo Grosso, intervenuto questa mattina a Torino al primo incontro pubblico per lanciare il "Progetto Iris: intervenire, riabilitare, inserire, supportare", promosso dal Consiglio regionale, Consulta elette del Piemonte, e dal Gruppo Abele per fornire strumenti agli amministratori per affrontare il fenomeno. "La criminalità ha detto Grosso fattura circa 90 milioni di euro al mese attraverso il traffico degli esseri umani" e per combatterne l’attività "sono importanti le unità di strada". Secondo Simona Meriano (associazione Tampep), le donne migranti vittime di tratta sono "l’ultimo anello di una catena che parte dai propri Paesi di origine. Molte di esse non sanno quali saranno le reali condizioni di vita che le aspettano". Per l’assessora al Welfare della Regione Piemonte Angela Migliasso, è necessario un lavoro di rete: "Il Tavolo Istituzionale ha detto – è un coordinamento di interventi a favore di vittime della tratta nato dalla collaborazione tra enti pubblici e privato sociale"; il "Progetto Piemonte in Rete contro la tratta" sviluppa "progetti di protezioni e integrazione sociale" per "accompagnare all’autonomia le vittime" del fenomeno.