"L’Africa è ricca – ha continuato il card. Sarr -, ma gli africani sono poverissimi. Il continente possiede un terzo delle riserve minerali del pianeta. E’ un tesoro, ma non deve essere saccheggiato né svenduto. Siamo tutti interessati allo sviluppo dell’Africa. Se non daremo alla sua gioventù un futuro di dignità, affonderà nella violenza o nell’estremismo, scegliendo in massa di emigrare, soprattutto in Europa, e questo porterà problemi terribili". Dopo aver ascoltato "storie drammatiche" di giovani rimpatriati e di tanti immigrati irregolari che hanno attraversato il Sahara – passando anche per il Senegal – pur di arrivare in Europa, il card. Sarr ha esortato "i Paesi di transito e di destinazione ad affrontare queste situazioni delicate rispettando i diritti umani dei migranti". L’emigrazione, ha ricordato, "per un Paese come il Senegal è anche una perdita, a volte sfortunatamente definitiva, di giovani lavoratori, che dovrebbero invece poter contribuire allo sviluppo interno". I Paesi africani, a suo avviso, "devono essere meglio guidati secondo i principi del buon governo, nel rispetto delle libertà personali e pubbliche, preoccupati dell’interesse generale e del benessere collettivo, in ascolto delle popolazioni". In questo modo, ha precisato, "un Paese trova la sua unità e coesione, e può costruire lo sviluppo economico, prima risposta per evitare crisi e flussi migratori".