(Daniele Rocchi, inviato Sir a Lione) – Tra conflitti aperti e terrorismo le religioni sembrano essere sempre più spesso fattori di guerra piuttosto che di pace. Ma quali sono i punti di frizione tra le religioni e le società?. A questa domanda ha cercato di rispondere la sociologa delle religioni, Danièle Herveu-Léger, nella prima sessione della giornata inaugurale della Settimana Sociale di Francia che si è aperta oggi a Lione, sul tema "Le religioni, minaccia o speranza per le nostre società?". "I maggiori punti di frizione ha affermato sono rappresentati dalle biotecnologie, dalla difesa della vita umana dal concepimento alla sua fine naturale, la diversità uomo-donna. Al di là di ogni divergenza di vedute ha aggiunto le religioni non rappresentano una minaccia alla società, anche per la separazione che esiste tra le Chiese e lo Stato, ma un tentativo soft di riempire il vuoto attuale delle società odierne. Esse, infatti, sono un vero patrimonio etico, e dunque risorsa da considerare. Tuttavia ha concluso devono evitare ogni genere di fondamentalismo". Alla Settimana sono presenti circa 4.000 partecipanti da tutta la Francia ma anche da diversi Paesi europei, tra cui molti dell’Est, come Slovacchia, Russia, Ucraina, Ungheria, Bulgaria, Croazia.