(Daniele Rocchi, inviato Sir a Lione) – Malgrado una diffusa, "ma inquieta" indifferenza religiosa, le religioni restano delle "risorse di senso e dei motori per l’azione" al punto che "vengono sempre più spesso consultate davanti alle sfide nuove del vivere insieme". A sostenerlo è il teologo viennese Paul-Michael Zulehner intervenuto alla Settimana Sociale di Francia apertasi oggi a Lione, sul tema "Le religioni, minaccia o speranza per le nostre società?". Il teologo ha parlato di "un campo cristiano europeo diversificato con una percentuale di credenti che passa, a seconda dei Paesi, dal 10 al 60% cui fa da contraltare, un 50% di pratiche quotidiane senza Dio, una specie di ateismo, ma in cerca di senso, impegnato in un viaggio interiore". Tra questi due poli, ha spiegato, "la differenza si fa più marcata quando in ballo ci sono temi sensibili come l’eutanasia o le biotecnologie". Tuttavia in questa fase, "si registra un vento favorevole per le Chiese con conversioni di coloro che sono passati dal campo più ampio della spiritualità a quello della ecclesialità". A riprova Zulehner ha citato alcune statistiche che hanno visto crescere negli abitanti di alcune grandi città europee, tra cui Lisbona, Vienna, Bruxelles e Parigi il numero di coloro che sentono il bisogno di Dio. Da sottolineare, ha concluso, "come in tanti giovani stia nascendo una nuova simpatia per questo Papa".