"Mentre il Governo analizza come ampliare la pratica dell’aborto, l’attuale legge spagnola, che teoricamente riduce la possibilità di abortire a tre ipotesi, è un colabrodo che ha trasformato questa pratica più che altro in un mezzo contraccettivo". Lo ha dichiarato Eduardo Hertfelder, presidente dell’Istituto di politica familiare (Ipf), organizzazione indipendente per la difesa della famiglia che aderisce al Forum spagnolo per la famiglia, annunciando la presentazione, il prossimo 25 novembre, della relazione "L’aborto in Spagna: 23 anni dopo, 1985-2008" alla Sottocommissione parlamentare sull’aborto. Secondo i dati dell’Ipf, la Spagna è l’unico Paese dell’Unione europea dove si può abortire senza limite di tempo se c’è un "rischio psicologico" per la madre. Una motivazione addotta nel 97% dei casi, e addirittura nel 99,5% per le donne con meno di 20 anni, con la conseguenza che, secondo l’Ipf, sono oltre centomila all’anno gli aborti motivati da "rischio psicologico". "In questa realtà, impostare una legge ancora più colabrodo provocherebbe un aggravamento della problematica", ha denunciato Hertfelder, che ha poi invitato a "eliminare l’origine di quel colabrodo, aiutando la donna incinta con la rimozione degli ostacoli che la portano all’aborto".