Nella comunità accademica, serve "una testimonianza culturale portata avanti da docenti e studenti, di norma laici, che agiscono sotto la loro personale responsabilità, con uno stile non confessionale, cercando di coinvolgere tutti". Ne è convinto Giandomenico Boffi, docente di Algebra all’Università di Chieti-Pescara, intervenuto oggi al Convegno Cei su "Università, laboratorio culturale". Secondo il relatore, si tratta di "pensare la fede alla luce delle sfide odierne, evitando l’ansia di arrivare presto al discernimento morale, ma lasciando invece spazio all’approfondimento delle questioni di fondo". Per Boffi, "anche nell’università come istituzione c’è spazio per una presenza cristiana, del tutto auspicabile", cogliendo quegli "spazi di iniziativa" già offerti dall’organizzazione universitaria italiana oggi. Agli studenti, il relatore ha consigliato di "fruttare" gli appositi programmi per studiare all’estero, utilizzando i contatti così allacciati "per organizzare iniziative di respiro internazionale in cui siano presenti docenti e studenti insieme". "Le università, pur opportunamente legate a un territorio ha concluso Boffi fanno parte, per così dire, di una repubblica universitaria mondiale. Solo la dimensione mondiale è infatti appropriata alla ricerca scientifica e all’elaborazione culturale di un’università che si rispetti". ” ” ” “