Secondo Arsuaga, "non possono emarginarsi i genitori che vogliono un’educazione cattolica per i loro figli. Si prendono decisioni senza tener conto di quello che pensano i genitori degli alunni". I simboli religiosi sono per il portavoce del Centro giuridico Tomás Moro, Javier Pérez-Roldán, "parte della nostra storia. Pertanto, se vogliamo fare delle scuole neutre neanche dovremmo fare riferimenti politici né morali. E se facciamo questo svuoteremmo tutto di contenuto". Per il Centro giuridico Moro, la sentenza del Tribunale di Valladolid "parte da una concezione eccessivamente riduttiva del valore culturale che il crocifisso ha nell’Europa di oggi". I crocifissi situati fuori dei luoghi di culto,infatti, "nella società europea hanno un significato civile, storico e culturale, oltre al loro semplice valore religioso; in questo modo, il crocifisso è qualcosa di più che un simbolo religioso". Inoltre, "la presenza dei crocifissi non significa un obbligo ad adrrire alla fede cristiana, né una tutela speciale dei cristiani da parte dei poteri pubblici". Altrimenti, si dovrebbe ugualmente considerare l’esclusione della carne di maiale dai menù degli alunni delle scuole come una speciale tutela per i musulmani, mentre invece è solo una forma di rispetto per quel credo. (segue)