"In quella semplice croce si riassume la storia del genere umano, con tutta la sua genealogia di debolezza e grandezza, gioia e dolore". Così Juan Manuel de Prada, sull’Osservatore Romano, definisce il Crocifisso, commentando la sentenza con cui un tribunale spagnolo ha sollecitato si sollecitano i responsabili di una scuola pubblica a rimuovere i crocifissi dalle aule, adducendo come motivazione che la presenza di una semplice croce viola il "diritto fondamentale alla libertà religiosa e di culto". Questa sentenza, si legge sul quotidiano della Santa Sede, "consacra giuridicamente la rinuncia di un’Europa disorientata, irrazionalmente in preda a un impulso di autodistruzione". "A nessuna persona in pieno possesso delle proprie facoltà scrive de Prada – sfugge che il segno della croce non viola nessun diritto fondamentale; tuttavia, da qualche tempo, l’invocazione di diritti e libertà si sta trasformando in Spagna in un pretesto giuridico che maschera un sentimento di odio antireligioso e di ‘cristofobia’, sentimento che l’autorità avrebbe l’obbligo di perseguire, invece di concedergli una copertura giuridica". (segue)