(Daniele Rocchi, inviato SIR a Lione) – "Non minimizzare le convinzioni religiose presentandole come moraliste o arcaiche, non discriminare le persone in base alle proprie convinzioni religiose, non dimenticare il valore del fatto religioso anche per il suo ruolo nel determinare i ritmi di vita, per esempio il riposo domenicale; promuovere a vari livelli incontri interconfessionali ed interreligiosi, mettere in campo ogni sforzo a livello di formazione per mostrare il posto delle religioni nelle società". Sono alcune delle richieste contenute nel messaggio finale della 83° edizione della Settimana sociale di Francia che si è chiusa ieri a Lione alla presenza di 4000 persone e di numerose delegazioni europee. Nel documento trova, dunque, risposta la domanda sulla quale si sono incentrati i tre giorni di lavoro "Le religioni, speranza o minaccia per le nostre società?". "Tra religioni e società un nuovo dialogo è possibile si legge nel testo – da una parte le società, ricche di libertà inedite e di potenzialità a volte inquietanti si stanno affrancando da quei cliché che vogliono le religioni relegate alla sfera privata, dall’altra le religioni si riconoscono minoritarie e non pretendono più di esercitare sulla vita pubblica una qualsivoglia influenza". (segue)