La dichiarazione interreligiosa di Lione, sottoscritta da ebrei, musulmani e cristiani, questi ultimi intervenuti con rappresentanti di diverse confessioni, così si conclude: "La nostra affermazione di un Dio che ci supera ma vuole il nostro bene e ci rende particolarmente attenti alla giustizia. La nostra fede ci obbliga infatti, a volte e malgrado tutto, a prendere posizione verso e contro tutto in favore della giustizia. La giustizia infatti non appartiene né a noi né ad altri perché ci è data attraverso la fede in un Dio giusto. Questa fede può portarci a protestare con vigore a fronte di evoluzioni legali o sociali che a noi sembra attentino alla giustizia o al carattere sacro della persona umana. Ma questa stessa esigenza di giustizia si applica anche a noi. Attraverso le nostre comunità noi diamo a volte una immagine affievolita o falsa della giustizia e della misericordia di Dio. Noi ci impegniamo a lavorare, giorno dopo giorno, a renderci più fedeli a ciò che Dio attende da noi". La lettura del testo, iniziata dal card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, è stata intervallata da brani musicali e conclusa con il canto dei giovani del Movimento dei Focolari.