DIOCESI: CHIETI-VASTO, LA CRESIMA NON SIA “L’ORA DEL CONGEDO”

"Vorrei provare a capire con te che cos’è la cresima, che significa riceverla, come prepararsi ad essa e come farne tesoro per tutta la vita: ho scelto di parlartene perché mi sembra che questo dono di amore sia spesso poco compreso, vissuto da molti più come un obbligo da assolvere che come un incontro decisivo, in cui – se lo vuoi – lo Spirito Santo può riempire il tuo cuore e imprimervi il sigillo dell’amore di Dio per renderti capace di credere, sperare ed amare oltre ogni misura di stanchezza e ogni prova e sfida della vita". Lo scrive mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, nella Lettera pastorale per l’anno 2008-2009. Il problema, sottolinea il presule, è che può capitare che "il ragazzo appena cresimato si allontani dalla pratica religiosa e cominci a navigare da solo nel turbinoso mare della vita. Il momento della confermazione diventa allora per molti l’ora del congedo". Per evitare ciò, occorre capire che "cammina secondo lo Spirito chi vive la fede, la speranza e la carità, testimoniando agli altri con gioia e convinzione la bellezza di Dio". Inoltre, "lo Spirito effonde in noi i suoi doni, aiutandoci così a corrispondere alla chiamata divina per ognuno di noi". "Abbiamo tutti bisogno del dono personale dello Spirito, che ci dia la luce dall’alto per riconoscere la verità che salva", conclude.