"Viva soddisfazione" perché "nell’opinione pubblica tarantina e negli amministratori locali cresce la sensibilità verso le tematiche relative alla salvaguardia del creato". La esprime mons. Benigno Luigi Papa, arcivescovo di Taranto, rispondendo a una lettera aperta con cui "Altamarea", coordinamento di associazioni civiche e ambientaliste, lo ha invitato a una marcia, il 29 novembre, "per ribadire il concetto che chi abusa dell’ambiente offende la vita umana e la morale cristiana". "Il problema dell’inquinamento ambientale", secondo l’arcivescovo, dev’essere "affrontato e risolto" coniugandolo "con la soluzione del problema occupazionale". "Non si può risolvere l’uno afferma senza dare una risposta all’altro", poiché "non si può morire di tumore, a causa dell’inquinamento, ma non si può neppure morire di fame". "È chiaro precisa che questo argomento non può essere addotto come ricatto, ma è anche vero che le industrie, se devono occupare lavoratori, devono pur funzionare". Per risolvere la problematica, il presule invoca la "sincera volontà" di politici e responsabili dei locali impianti d’industria pesante, mettendo tuttavia in guardia dal rischio di "cavalcare la giusta tematica della salvaguardia dell’ambiente per motivazioni strumentali". In tal caso, conclude, vi sarebbe "un inquinamento spirituale che è peggiore dell’inquinamento ambientale".” “