PONTIFICIE ACCADEMIE: MONS. RAVASI, RISCOPRIRE LA "CAPACITÀ DELLO STUPORE"

"In un mondo che si muove di più sul calcolo e si ferma alla superficie, dobbiamo celebrare di più la capacità dello stupore". Lo ha detto mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Consiglio di Coordinamento fra Accademie Pontificie, introducendo i lavori della tredicesima seduta pubblica delle 7 Pontificie Accademie, sul tema: "Universalità della bellezza: estetica ed etica a confronto". "L’estetica e l’etica, tema tormentato nei secoli – ha proseguito Ravasi – in realtà è il punto di partenza costante non solo della rivelazione biblica, ma anche della grande cultura greco-romana". "Nell’ebraico – ha ricordato il biblista – la parola che indica il bene e il bello è una parola sola": "in un mondo sfregiato dalla bruttura e dalla bruttezza", occorre "ritrovare la bellezza anche nel fare il bene". Nella Bibbia,n però, c’è anche la "contemplazione della bellezza", perché "la fusione tra etica ed estetica non elide la qualità propria della bellezza". In questa prospettiva, ha fatto notare Ravasi, "la bellezza per la Bibbia è anche una teofania, un’epifania di Dio". Nelle Sacre Scritture, in altre parole, "non c’è estetismo fine a se stesso", perché "la vera estetica non può mai prescindere dalla ricerca del suo fondamento". "Vivere nella Bibbia – ha concluso Ravasi – è un modo per fare teologia, per entrare nello splendore di Dio". ” ” ” “