PONTIFICIE ACCADEMIE: TIBERIA (ACCADEMIA DEI VIRTUOSI), NO ALL'”ECLISSI” DELL’ARTE

"L’uomo contemporaneo, per costruire gli alberghi della felicità, sta esiliando l’arte". A lanciare il grido d’allarme è stato oggi Vitaliano Tiberia, presidente della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon, durante la tredicesima seduta pubblica delle 7 Pontificie Accademie. In un tempo di "utopie senza trascendenza, che non hanno risposta alle domande esistenziali", e di "etica globalistica", finalizzata ad "avere tutto da parte di tutti", che sfocia nel "consumismo planetario", secondo il relatore "l’intuizione kantiana dell’estetica come sintesi di ragione pura e ragione pratica è stata fraintesa", a favore invece di una concezione di arte "come valore essenzialmente commerciale, funzionale ad interessi planetari a vantaggio di pochi". Una sorta di "riduzione di arte a tecnicismo", l’ha definita Tiberia, che ha comportato anche "la rinuncia ad ogni significato religioso dell’arte". Come antidoto all’"eclissi" dell’arte, tipica di "un sistema culturale laicistico", Tiberia ha rivendicato la necessità che la Chiesa conservi "la sua grande tradizione artistica fondata sull’educazione": "Se verrà meno la pedagogia dell’arte – ha concluso il relatore – sarà un grave danno per la civiltà, e in particolare per la Chiesa cattolica, che ha bisogno di artisti per poter svolgere la sua funzione di ‘diga’ contro il relativismo".