"Lo sfruttamento sessuale lascia ai bambini cicatrici psicologiche e a volte anche fisiche e riduce le loro speranze di condurre una vita dignitosa. Nessun paese o regione è immune e non ci sono spettatori innocenti": così il direttore generale dell’Unicef Ann Veneman, in apertura del III Congresso mondiale a Rio de Janeiro contro lo sfruttamento sessuale dei bambini al quale sono presenti da oggi al 28 novembre circa 3.000 partecipanti da oltre 125 paesi. L’incontro analizzerà le diverse forme di sfruttamento sessuale dei bambini, incluso quello in famiglia, i matrimoni precoci, l’industria commerciale del sesso, la pornografia infantile e lo sfruttamento sessuale via Internet. Sette anni dopo l’ultimo Congresso mondiale, tenutosi a Yokohama (Giappone) nel 2001, in Brasile, fa sapere l’Unicef, "si discuterà di nuove strategie per combattere anche forme di sfruttamento sessuale" da parte di "leader religiosi, insegnanti, operatori impegnati in missioni di peacekeeping", che, osserva Veeneman, "è la peggior forma di abuso di potere". Secondo Onu e Unicef, 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sotto i 18 anni hanno avuto rapporti sessuali forzati, circa 82 milioni di bambine nel mondo – alcune anche di 10 anni – si sposeranno e saranno "a rischio violenza fisica e sessuale da parte dei loro mariti adulti". ” “