"Le immagini possono permetterci di accedere al mistero del reale". Lo ha detto mons. Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. "Oggi viviamo in una vera e propria cultura dell’immagine, in cui Dio può rivelarsi all’uomo anche visivamente", ha proseguito l’esponente vaticano, ricordando come il Festival sia nato dalla volontà di Giovanni Paolo II di "stabilire un dialogo tra la Chiesa e il mondo del cinema, riflettendo sui temi legati alla complessità della vicenda umana". Secondo mons. Tighe, "il cinema è un mezzo fondamentale per promuovere l’uomo e la dignità dell’uomo, abbattendo pregiudizi e conoscendo realtà distinte dalla nostra. L’immagine arriva dove la parola non sempre giunge, e costringe il telespettatore a riflettere per rielaborare il messaggio trasmesso dalla creatività dell’autore". Mons. Franco Perazzolo, del Pontificio Consiglio della Cultura, si è soffermato sul "prepotente desiderio del cinema di vedere, analizzare", sulla sua "fame di realtà". La pretesa del cinema, secondo l’esponente vaticano, è di "raccontare la realtà come una storia, con la sua potenza espressiva", nel tentativo di "scavare in profondità per scoprire tutti i valori umani più nascosti". Al convegno del 2 dicembre interverrà, tra gli altri, mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Info: www.tertiomillenniofilmfest.org.