Rispondendo alle domande poste, il dossier precisa che durante l’ora di religione "si insegna che Dio è amore e che radice di ogni vita è l’amore" e si tratta di "un insegnamento offerto a tutti, anche a chi non è cristiano o cattolico, e non intende convertire alla fede cattolica". Questo insegnamento, prosegue il sussidio, "intende approfondire l’esperienza religiosa e cristiana e metterla in dialogo con le grandi domande della vita", fa conoscere la Bibbia e il Vangelo, "promuove il rispetto delle diversità e insegna ad accogliersi gli uni gli altri". "È un’opportunità anche per gli immigrati spiegano dalla diocesi – in quanto nel dialogo e nello scambio i bambini e i giovani che vengono da lontano sono aiutati a inserirsi nelle nostre comunità e perché l’insegnamento della religione fa conoscere anche la cultura e la storia religiosa del paese in cui ora vivono, l’Italia". Alla conferenza stampa sono intervenuti mons. Franco Costa, vicario episcopale per la catechesi e direttore dell’Ufficio scuola della diocesi, Giuseppe Pinton, insegnante di religione, e don Elia Ferro, delegato diocesano per la pastorale dei migranti. Nella diocesi di Padova, nell’anno scolastico 2007-2008 l’88,8% degli alunni si è avvalso dell’Irc (dato nazionale 91,1%). 9.983 gli alunni non italiani, su un totale nazionale di 574.133.