RAGAZZI BRUCIANO "SENZATETTO" A RIMINI: MONS. LAMBIASI, "RITROVARE RAGIONI DI SPERANZA"

"Ragazzi normali", per cui "non si chiedono punizioni vendicative, ma opera di riparazione: che il pentimento espresso a parole sia la sincera presa di coscienza di un’enorme violenza commessa e si traduca in una effettiva ed efficace educazione al valore della vita". Così mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, definisce i giovani che hanno dato fuoco ad Andrea Severi, il senzatetto dato alle fiamme nella notte tra il 10 e l’11 novembre. "Spero di incontrare i genitori – scrive il presule in una nota – per condividerne l’angoscia e lo smarrimento e trovare insieme ragioni di speranza e di impegno". Secondo Lambiasi, "c’è una responsabilità e un’urgenza di impegno educativo che riguarda tutti noi adulti. Dobbiamo interrogarci su quale testimonianza, quali ragioni di vita e di speranza sappiamo offrire. Nessuno è escluso da tale esame di coscienza: le famiglie, le nostre comunità ecclesiali, la scuola, le pubbliche amministrazioni, gli strumenti di informazione". Il vescovo di Rimini ha in programma, il 13 dicembre prossimo, un incontro con i giovani, per l’appuntamento della "Luce nella notte", in cui rifletterà insieme a loro "sul bene prezioso della nostra persona e di ogni persona, prima di tutto di quelle con le quali la vita è stata amara".