DIOCESI: MILANO, IL VICARIO GENERALE, SULL’IMMIGRAZIONE "UN SALTO DI QUALITÀ"

"Si può e si deve fare un salto di qualità nel modo in cui ci si avvicina all’immigrazione". E’ l’opinione di mons. Carlo Redaelli, vicario generale della diocesi di Milano, intervenuto ieri all’incontro "La sfida della migrazione per le Chiese cristiane", organizzato a Milano da Ismu e Fondazione culturale Ambrosianeum. "Auspico un futuro in cui il migrante non sia da analizzare dal punto di vista della sicurezza e dell’economia, ma più complessivamente. Non considerandolo solo come un individuo, ma per tutto il contesto culturale in cui è cresciuto e in cui vive". L’impegno delle Chiese cristiane di Milano – ha proseguito – è di incontrare e accogliere gli immigrati nella loro identità, preoccupandosi che anche i fedeli di diverse abitudini e tradizioni abbiano l’opportunità di professare la propria fede e non perdere se stessi". Proponendo un percorso di integrazione "che non sarà concluso finché gli immigrati non si inseriranno nelle parrocchie. Non omologandosi e dimenticando le loro radici, ma spingendo le nostre comunità a cambiare il loro volto, trovando nuovi modi di vivere il Vangelo". "L’obiettivo che dobbiamo porci – ha concluso il vicario generale – è che anche Milano diventi una città senza mura dal punto di vista spirituale e culturale".