"Mumbai non si aspettava un attentato di questo tipo continua padre Torriani -, perché erano stati arrestati dei terroristi indù, gli ‘arancioni’ (chiamati così perché indossano il colore sacro dell’induismo, ndr), ed erano tutti concentrati su di loro. Per cui non si capisce come si inserisce questo atto". Anche il gruppo "Deccan mujahiddeen" che pare abbia rivendicato l’attentato, "è la prima volta che appare", conferma il missionario. A Mumbai c’erano già stati grossi attentati islamici negli ultimi 5 anni, che hanno provocato reazioni popolari. "Ma questa sembra una faccenda internazionale ribadisce -. Non so come reagirà la gente ma non dovrebbero prendersela contro i musulmani indiani". "E’ vero che il fondamentalismo islamico si sta diffondendo in India, e spesso vengono ritrovate delle armi dice -. Però c’è stata anche una recente presa di posizione dal clero musulmano, gli ulema, che in una conferenza a Hyderabad hanno preso posizione contro il terrorismo. Per la prima volta un’autorità così alta dei musulmani ha preso le distanze dal terrorismo". Il fatto che negli attentati siano coinvolti degli stranieri, ammette padre Torriani, "sicuramente avrà più attenzione da parte della comunità internazionale rispetto alle violenze contro i cristiani in Orissa".