"È un problema tutto politico quello di dare risposte a questa parte di umanità e di garantire l’inclusione sociale a queste persone". E’quanto scrive Danilo Quinto sull’Osservatore Romano, a proposito dei senza fissa dimora. "Sta aumentando sempre più il numero delle persone che vive per strada nelle metropoli europee", si legge sul quotidiano vaticano: "Invece di comprendere le ragioni di questo fenomeno, per poterlo governare e risolvere", spesso si evocano "solo misure di sicurezza e di ordine pubblico. La tecnica usata è quella della «tolleranza zero». L’approccio sembra essere solo repressivo e di fatto, così, non ha nulla a che fare con l’accoglienza e l’integrazione, che una società che ha perso la sua identità, non intende e non sa più dare". Al contrario, l’impegno ecclesiale a favore dei senza fissa dimora è basato "sulla verità fondamentale che in essi si rende presente il Cristo sofferente e risorto". Suor Amalia Bortoletto, per tredici anni responsabile del servizio docce per i poveri a Bari, definisce i senza fissa dimora "persone generose e dal cuore buono. Rappresentano, per me, l’esempio di quel che dovrebbe essere la società che viviamo. Una società che dovrebbe rifondare la cultura dell’accoglienza e dell’amore per il prossimo".