PROGETTO POLICORO: MONS. CASILE (CEI), GLI ANIMATORI DI COMUNITÀ "SPERANZA" PER IL SUD

Un segno di "speranza" per il mezzogiorno. Così mons. Angelo Casile, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, interpreta la figura degli animatori di comunità attivi nelle diocesi interessate dal Progetto Policoro (www.progettopolicoro.it). Oltre 150 giovani, per tre quarti donne, convocati in questi giorni a Roma dalla Cei (26-30 novembre). "La loro attività – spiega al SIR mons. Casile a margine dell’incontro – si svolge a livello diocesano, in accordo con il vescovo e con i gli uffici interessati dal Progetto Policoro: pastorale del lavoro, pastorale giovanile e Caritas". "L’impegno richiesto – prosegue – dura tre anni, e viene remunerato attraverso borse lavoro. In questo tempo devono rapportarsi con le associazioni laicali, scoprire le risorse del territorio e aiutare gli uffici diocesani per le finalità del progetto". A dar ragione della speranza che questi giovani incarnano, sottolinea mons. Casile, non è soltanto la presenza così numerosa, segno che "avevano ragione i nostri vescovi quando, nel 1989, scrissero che lo sviluppo del Sud passa attraverso la valorizzazione dei giovani e delle donne", ma anche il fatto che sia loro chiesto di "promuovere una cooperativa, impegnandosi cioè in un gesto concreto, che coinvolge altri giovani". "Così – conclude – l’annuncio del Vangelo e la formazione diventano azione e promozione dell’«uomo integrale»".